Il 13 maggio 2021 per Italia e Portogallo è stato il giorno dell’overshoot
Il 13 maggio 2021 per Italia e Portogallo è stato il giorno dell’overshoot

Il 13 maggio 2021 per Italia e Portogallo è stato il giorno dell’overshoot

Immaginiamo di essere dei piccoli risparmiatori.
Formichine che, previdentemente, accantonano i risparmi dati dalla loro attività lavorativa, che fanno di prudenza e moderazione nei consumi punti d’orgoglio, che non sprecano che riciclano e che, quando devono spendere, usano i frutti maturati da ciò che hanno messo nel salvadanaio incidendo il meno possibile sul capitale.
la gestione dei conti è virtuosa, la vita ha forse pochi sussulti ed ha poche distrazioni ma alla fine, per le generazioni che verranno dopo, i piccoli risparmiatori riescono, forse anche con un pò di fortuna, a garantire un capitale che consenta loro di proseguire il percorso intrapreso dalle generazioni precedenti. Se la via della virtù non verrà abbandonata, è molto probabile che il modello si ripeta ancora e che il capitale possa essere incrementato o per lo meno mantenuto stabile.
Quest’anno, il 13 maggio, l’Italia (insieme a Portogallo) ha dimostrato di essere un paese spendaccione, poco lungimirante e che ama lo spreco.
Perché?
Perché le risorse naturali rigenerabili del nostro paese (il capitale) sono state tutte consumate a metà mese piuttosto che al 31 dicembre. O meglio: di quelle risorse c’è stato un sovrasfruttamento e gli ecosistemi, già in affanno da decenni, non riusciranno entro la fine dell’anno a rimpiazzarle.
Come nazione siamo in debito con la Terra.

Immagine: freepik.com

E non solo noi, bensì tutte le nazioni del mondo sono sulla stessa china.
Sembra incredibile e pare quasi la trama di un film o di un libro distopico ma, anche se questo succede lontano dai nostri occhi, questo è quello che dichiara il Global Footprint Network – organizzazione internazionale per lo sviluppo sostenibile- e, a voler dirla tutta, chi dice che ciò è una esagerazione e che sia una sorta di complotto per ridurre ancor di più in povertà chi già non se la passa bene, beh…queste persone mentono sapendo di mentire.
La pressione antropica sugli ecosistemi è notissima e studiata da decenni ma, purtroppo, nessun governo di nessun Paese ha mai veramente pensato a misure efficaci per allontanare lo spettro della vera miseria che, a questo punto, non si farà attendere troppo e sarà diffusa a ogni strato del tessuto sociale.
Chi se la passerà peggio di tutti, come sempre e più di prima, saranno quelle persone già povere per annosa condizione familiare, per guerre e carestie, perseguitate e svantaggiate da potenti corrotti, per arretratezza e quant’altro.

Con l‘incremento demografico mondiale, e di conseguenza i consumi maggiori di anno in anno, la produzione (sarebbe meglio dire sovraproduzione) di merci ed energia, il consumo di suolo per edificare case, infrastrutture di qualsiasi tipo, dedicare appezzamenti all’agricoltura intensiva e agli allevamenti, l’impegno che ogni uomo di potere ha messo per salvaguardare la buona salute degli affari, del consumismo e del capitalismo alla fine, in questo 13 maggio 2021, siamo riusciti a toccare un molto poco onorevole traguardo.

Non che il 2020 sia andato meglio. L’anno scorso, rispetto al 2019, l’Italia (e il mondo) hanno “guadagnato” qualche settimana in più solo a causa della pandemia e dei lockdown. L’overshoot 2020 è stato toccato il 22 agosto, mentre nel 2019 è stato il 29 luglio.

Questi tristi record che la razza umana riesce, ogni anno, a superare dimostrano che le belle parole profuse dai politici nei vari summit oppure gli interventi a livello nazionale per mitigare l’emissione di CO2 affinché questo ci possa consentire parametri “accettabili” e poter rimandare, di anno in anno, quello che sarebbe da fare subito è una pantomima pericolosa e autodistruttiva. Quello che sarebbe da fare, da sempre, sarebbe tornare a una vita più semplice, forse meno comoda, all’apparenza “arretrata” ma credo che per andare avanti, arrivati a questo punto, si debba fare diversi passi indietro.

In nome del consumo, del profitto e del miraggio di una crescita delle produzioni e dei consumi infiniti in un mondo finito- per tacere dei sostenitori, laici e religiosi, sul diritto che avrebbe la razza umana di procreare a spron battuto- stiamo erodendo le speranze e il diritto a un mondo migliore delle generazioni che verranno.

Simone Balboni
Foto: sghomeschoolgazette.com

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