Capire chi è il cane, incontriamo CaniPerDavvero.
Capire chi è il cane, incontriamo CaniPerDavvero.

Capire chi è il cane, incontriamo CaniPerDavvero.

Alla scoperta dell’associazione reggiano/modenese che si occupa del benessere del proprio cane.

Siamo in un periodo difficilissimo. Pieno di restrizioni e stress. Avere “l’amico dell’uomo” accanto, di questi tempi , ci può restituire il sorriso.

Oggi con Carlotta Olmi, vice-presidente di CaniPerDavvero, faremo una chiacchierata su come il rapporto uomo-cane stia cambiando nel tempo. Loro sono una realtà cinofila conosciuta e apprezzata tra Reggio Emilia e Modena. Insieme a Stefano, Monica ed Enrica portano avanti questa associazione dal 2017 raggiungendo molti obiettivi da loro prefissati. Ma scopriamoli insieme.

  • Ciao Carlotta, ci fa piacere poterti parlare oggi. Partiamo dal normale scambio di convenevoli: chi sei e come è nata la vostra idea di associazione.

Caniperdavvero asd nasce pochi anni fa in un afoso pomeriggio di fine estate, all’ombra di un tiglio, davanti agli appunti, scritti a biro, in previsione del tanto temuto esame per istruttori cinofili che si sarebbe tenuto di lì a poco. Quello che si stava per concludere era il secondo percorso formativo grazie al quale ci siamo conosciuti, e che ci ha aperto la mente verso una cinofilia nuova e innovativa, non basata su metodi standardizzati, ma rispettosa dell’individuo e delle sue caratteristiche, accogliente verso le fragilità individuali, non giudicante. E’ così che, quasi in modo automatico, siamo giunti all’idea di concretizzare il sogno di essere artefici di una cinofilia diversa da quella che vedevamo andare per la maggiore ma che non ci rappresentava veramente. Siamo quattro educatori e istruttori cinofili, nati e cresciuti tra Modena e Reggio ed è in questo territorio, tra la pianura e l’Appennino, che svolgiamo le nostre attività.

  • In cosa consistono le vostre attività?

Oltre agli incontri individuali con le famiglie che ci contattano per aiutarli con il loro amico cane, (a domicilio o in ambienti che scegliamo di volta in volta a seconda delle problematiche da risolvere), una delle attività che proponiamo e che ci caratterizza maggiormente, sono le escursioni di gruppo in ambiente naturale, in particolare nell’Appennino reggiano. 

Le nostre passeggiate si svolgono in ambienti caratterizzati da spazi ampi e lontani da strade e abitazioni, per permettere al cane di viversi in libertà una socializzazione itinerante. 

  • Quando organizzate queste “escursioni” quali sono i pericoli maggiori?

Quando prepariamo una escursione di questo tipo ci troviamo ad affrontare varie problematiche: in primis è importante garantire la massima sicurezza a tutti i partecipanti, cani e umani, preservandoli da rischi che possono essere propri dell’ambiente in cui ci muoveremo (sicurezza del sentiero, meteo, condizioni della neve, presenza di dirupi o fiumi..) oppure che potrebbero nascere dall’attività di socializzazione stessa

  • Crea problematiche all’ambiente naturale che avete attorno?

Consideriamo fondamentale il rispetto dell’ambiente in cui vivremo questa esperienza: uno dei nostri obiettivi è essere il più possibile poco impattanti per il territorio, viverlo in punta di piedi con la consapevolezza di essere fortunati ospiti e intrusi. Per ottenere ciò cerchiamo di creare gruppi di cani e persone non numerosi, supervisioniamo affinché i partecipanti umani e cani mantengano un comportamento consono , non disturbino gli animali selvatici che abitano quelle aree né le attività antropiche presenti in essi (pastorizia o allevamenti o animali al pascolo).

Per riuscire in questo obiettivo è fondamentale una buona conoscenza del territorio per scegliere il luogo e periodo adatto a questo tipo di esperienza anche nel rispetto dei momenti riproduttivi, di accoppiamento e nascita delle specie selvatiche che li abitano.

  • Le vostre attività ad esempio di trekking in montagna come contribuiscono al rapporto cane uomo?

Partiamo dal presupposto che l’uomo e il cane trovano nell’ambiente naturale gli stessi benefici, esiste infatti quella che viene chiamato Effetto biofilia (E. Fromm), ossia l’attrazione naturale dell’uomo per la natura, il bisogno di riconnettersi con le vere radici per ottenere un effetto benefico reale. Sono ormai numerosi gli studi sugli effetti terapeutici e preventivi del camminare nella natura, verso numerose patologie quali diabete, ipertensione, sovrappeso. Esso contribuisce inoltre all’attenuazione del dolore, a rinforzare il sistema immunitario e a migliorare la sfera psichica agendo direttamente a livello ormonale (rilasciando serotonina, ormone della felicità) abbassando i livelli di stress e ansia. 

  • Perché è importante  un ambiente naturale per un cane che vive in un ambiente urbano?

Per il cane è fondamentale poter fare il cane, ossia esplorare, annusare, marcare, conoscere ed imparare cose nuove, socializzare. Passeggiare nella natura gli permette di esprimere la motivazione profonda e radicata di perlustrare il mondo che lo circonda, e quella di collaborare con i suoi simili nell’esplorazione. Dal punto di vista sociale e psichico in ambienti adatti il cane può sperimentare e conoscere il mondo attraverso l’olfatto, attività per lui molto appagante e rilassante oltre che formativa in quanto lo rende più competente. Variare le location gli permette di arricchire il suo bagaglio di esperienze.

Mobility Dog

Condividere con il proprio cane questi momenti di benessere e apprendimento permette di rafforzare la relazione, di diventare per lui una figura di riferimento solida e amorevole in quanto accogliente delle sue reali necessità etologiche .

Perché tutti gli obiettivi sopracitati si realizzino è importante che l’esperienza sia il più possibile positiva, è quindi nostro compito scegliere e selezionare i partecipanti per creare un branco che sia adatto ed arricchente per tutti i cani coinvolti. Si formano così, nel tempo, piccoli gruppi stabili di cani amici che vanno in scampagnata assieme, mettendo in luce i punti di forza di ogni individuo, consentendogli di esprimere al meglio la socialità.

  • Hanno bisogno anche loro perciò di libertà.

Esatto. Per il cane, normo-comportamentale o che presenti problemi comportamentali di vario tipo, l’importanza di queste esperienze di libertà in natura è riscontrabile non solo in questo effetto terapeutico, ma anche nell’opportunita’ di contribuire allo stato di benessere generale dell’animale stesso che dipende dal raggiungimento di un equilibrio fisico e mentale. Questo benessere non può prescindere dalla libertà di manifestare le caratteristiche comportamentali specie specifiche. L’ambiente naturale in toto interviene a costruire l’effetto terapeutico su corpo e mente con i suoi profumi(aromaterapia), colori(cromoterapia) suoni(musicoterapia).

  • Operate anche con canili o altre associazioni affini e com’è oggi la situazione dei canili?

La nostra esperienza in cinofilia è poi variegata.

Alcuni di noi hanno lavorato/collaborato come operatori e volontari all’interno di canili e rifugi: pur essendo strutture diverse come organizzazione, il denominatore comune di entrambi gli ambienti è sicuramente la mancanza totale di responsabilità da parte di coloro che decidono di cedere il proprio cane a tali strutture. Nella stragrande maggioranza dei casi il motivo principale di una rinuncia, ricade solo ed esclusivamente sul cane. La “colpa” è solo sua, un comportamento sbagliato, prolungato nel tempo, che non viene capito dal proprietario, è la causa principale di rinuncia. Poco importa se dietro quel comportamento si nasconde un disagio o una richiesta del cane. Non si va oltre, pare che il cane sia un’entità a sè stante rispetto all’ambiente/famiglia in cui vive. Per cui ogni suo movimento/emozione è di sola sua responsabilità. Il cane sbaglia, secondo il proprietario, mentre magari semplicemente sta comunicando a suo modo e noi non lo capiamo e non lo ascoltiamo, e non ci interroghiamo su cosa NOI abbiamo sbagliato.

Per ogni cane che viene adottato, un altro entrerà in canile. Questo finché ognuno di noi non imparerà a mettersi in discussione e a prendersi le proprie responsabilità. La responsabilità va di pari passo con la consapevolezza: quando si decide di adottare un cane è necessario informarsi.

  • La gestione del cane nel 2021 con il covid ha subito un cambiamento rispetto al passato?

Durante questo difficile momento di pandemia anche la nostra attività ha subito delle restrizioni. Abbiamo notato che esistono sempre più situazioni di chiusura, l’impossibilità di portare il cane a fare determinate esperienze ed attività ha su di lui delle conseguenze, soprattutto se si parla di cuccioli e adolescenti che hanno estremo bisogno di vivere cose nuove con il compagno umano e con i suoi simili. Sarebbe importante correre ai ripari quanto prima, chiedendo aiuto ad una figura esperta che possa aiutare nel ridurre la probabilità che una gestione non corretta porti poi a disagi o seri problemi comportamentali.

  • Se delle persone dovessero rivolgersi a voi per adottare un cane quale sono le linee guide fondamentali da tenere conto

Chiedere consiglio a chi è del mestiere, e non lasciarsi ingannare dall’estetica, dalle mode. È necessario andare a fondo, capire se quella determinata razza o individuo che ci attrae fa veramente per noi, e noi per lui. L’amore può salvare, ma se si sceglie solo presi dal buonismo o peggio ancora dal pietismo, potrebbero essere molto alte le probabilità che l’adozione non sarà quella giusta!

Fa parte dei nostri compiti supportare nelle adozioni, sia prima, durante la scelta, sia una volta che il cane è in famiglia.

  • Come possiamo rivolgerci a voi?

Noi siamo qui per questo, e potete contattarci tramite il nostro sito www.caniperdavvero.it o la nostra pagina Facebook www.facebook.com/caniperdavveroasd

Riccardo Affolter

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