M’illumino di meno!
M’illumino di meno!

M’illumino di meno!

Spegniamo la luce, ma anche l’internet!

Questo ultimo anno ha visto l’esplosione del multimediale: smart working, didattica a distanza, incontri online e chiusure forzate ci hanno visti assopiti per giorni davanti a film in streaming e serie tv. Nonostante si siano ridotti notevolmente i consumi legati alla mobilità o alla regolazione delle temperature all’interno degli spazi lavorativi , anche la tecnologia digitale ha un suo impatto ambientale.

Come mai non abbiamo mai pensato che anche internet avesse un impatto ambientale? Il web è diventato uno strumento indispensabile per le nostre vite; pur mantenendoci distanti ci permette di socializzare rimanendo in contatto tra di noi. Un ossimoro diventato sempre più tristemente realtà. L’utilizzo di internet non è facilmente quantificabile, non risulta come voce nella bolletta energetica, né tanto meno emette strani odori di bruciato o fumi che ci fanno tossire. I beni sono in questo modo dematerializzati, ci sembrano invisibili, e per questo motivo facciamo fatica a realizzare che ogni nostro click sia responsabile dell’emissione di CO2 .

Questi dati digitali sono dei ben definiti input elettrici che viaggiano su di una complessa intricata rete di cavi ed infrastrutture fisiche interconnesse; vengono archiviate in grossi server, e verranno in seguito realizzati, visualizzati e scaricati. Questa macchina perfetta e complessa, esattamente come tutte le altre, ha bisogno di energia per funzionare. Ogni nostro click, ha purtroppo un impatto ambientale.

Non vi è da considerare solamente l’anidride carbonica emessa per produrre l’energia che mantiene accesi i dispositivi elettronici; anche tutti i servizi connessi alla rete dall’hosting dei siti web ai server per salvare video, immagino, applicazioni possono emettere gas serra per poter funzionare. È proprio nella gestione dei server che risiede il maggior impatto ambientale; questi dispositivi richiedono imponenti sistemi di raffreddamento. Alcuni colossi dell’internet, come ad esempio Facebook hanno deciso di spostare i loro server ai poli, sfruttando queste condizioni climatiche per raffreddarli.

A questo link potete vedere l’uso di risorse rinnovabili utilizzato dalle vostre app preferite Greenpeace #ClickClean

Non è quindi l’invio della  singola email che incrementa l’inquinamento, ma piuttosto la somma dei costi in termini di consumo di elettricità per far si che l’email venga scritta, inviata e ricevuta.

L’ultimo dato diffuso anche dal ministro della transizione ecologica Cingolani, rivela che l’internet è ad oggi responsabile del 3,7% delle emissioni inquinanti, pari a quelle del ben più noto, trasporto aereo.

Ancora troppo poca risulta la corrente elettrica utilizzata per l’internet, derivata da fonti rinnovabili. Risulta infatti che solo il 17% dell’energia utilizzata provenga da fonti rinnovabili mentre primeggia ancora quella ottenuta dalla lavorazione del carbone (38%) e del gas (23%).

Abbiamo raccolto per voi alcuni dati che vi aiuteranno a capire meglio l’impatto dell’internet sul nostro pianeta:

  • Mandare otto email inquinano come percorrere 1km in auto.

(https://www.repubblica.it/ambiente/2015/03/03/news/ambiente_8_e-mail_inquinano_come_1km_in_auto-108664849/)

  • Un messaggio da 1 megabyte emette 19 grammi di CO2 considerando il consumo energetico del pc che di quello dei server coinvolti nel traffico. Considerando, un’azienda con 100 dipendenti che inviano in media 33 messaggi di posta cadauno al giorno, per circa 220 giorni all’anno, produce all’incirca 13,6 tonnellate di CO2, equivalenti a 13 viaggi andata e ritorno Parigi-New York.

(https://www.repubblica.it/ambiente/2015/03/03/news/ambiente_8_e-mail_inquinano_come_1km_in_auto-108664849/)

  • Le stime del Cisco Visual Networking Index indicano che il traffico globale di 46.600 Gigabyte al secondo prodotto nel 2017 aumenterà fino a 150,700 Gigabyte nel 2022.

(https://www.greenme.it/tecno/internet/email-gas-serra-busta-plastica/)

  • Tenere la webcam spenta aiuta l’ambiente; un’ora di videoconferenza o di streaming fa emettere al computer fra i 150 e i 1.000 grammi di anidride carbonica e richiede fra i 2 e i 12 litri di acqua.

( https://it.businessinsider.com/nelle-riunioni-online-tieni-la-webcam-spenta-fai-bene-inquini-il-96-in-meno-idem-se-riduci-la-qualita-dello-streaming-su-netflix-co/)

  • Anche lo streaming di contenuti in definizione standard piuttosto che in alta definizione durante l’utilizzo di app come Netflix o Hulu potrebbe portare a una riduzione dell’86%.

(https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2021/01/19/con-telecamera-accesa-in-un-meeting-online-piu-emissioni-co2_593a0fb7-108e-4a3a-a405-731ffbe347e6.html)

  • I 25 milioni circa di frigoriferi che nel nostro Paese restano in funzione tutto l’anno consumano circa il 3,5% di tutta l’elettricità nazionale. Un frigorifero consuma in media 100-240 W/h ed è in funzione 24 ore su 24. Ovviamente molto dipende dalla classe energetica e dall’età del frigorifero; la tecnologia si evolve sempre di più e Un corretto uso ti può far risparmiare fino al 50% di energia elettrica.

(https://www.energialeggera.it/blog/quello-che-non-ti-aspetti-sul-consumo-frigorifero)

  • Il passaggio dell’industria discografica statunitense dai vinili, cassette o cd ai file in rete ha visto l’incremento delle emissioni di gas serra passando da 136 milioni di chilogrammi nel 1988, ai 350 milioni prodotti nel 2006, quando praticamente tutta l’industria musicale si basa su brani in streaming.

( Quanto inquina Internet? – Senza Tregua)

  • I computer fissi assorbono quantità di energia elettrica molto superiori rispetto ai pc portatili totalizzando un consumo orario che va dai 65 ai 70 W, se inattivi, che può arrivare anche a 250 W a pieno regime. Il monitor di un pc desktop può consumare dai 15 W ai 70 W se LCD, leggermente meno se invece si tratta di schermo che utilizza tecnologia Led. i pc portatili non dispongono di dispositivi esterni ma sono provvisti al loro interno di tutto il necessario per il loro funzionamento, tra cui schede video e processori che richiedono poca energia per funzionare. Il consumo medio di energia di un pc portatile può, quindi, oscillare tra i 20 e i 50 W nel caso dei modelli a risparmio energetico, per arrivare ad assorbire anche 130 W nel caso dei modelli di dimensioni superiori o dalle prestazioni più elevate.
  • Internet sta diventando sempre di più un bene destinato al consumo singolo; pensiamo all’emissioni dovute ad una proiezione cinematografica, divisa se tutte quelle persone di guardano singolarmente lo stesso film dal proprio divano.

(Quanto inquina Internet? – Senza Tregua )

Pensare di vivere senza Internet è ormai inconcepibile. I vantaggi di questo strumento sono troppi per pensare di eliminarlo dalla nostra vita; possiamo però limitarne l’uso inutile, utilizzando qualche piccola accortezza per evitare di consumare energia inutilmente.

In occasione della giornata del risparmio energetico ricordiamoci anche di Internet: Connettiamoci di meno!

Foto di Ivan Gallini
Eleonora Tomasini e Massimiliano Diana

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