Zanzare tigre, cosa fare?
Zanzare tigre, cosa fare?

Zanzare tigre, cosa fare?

Ritorna il caldo, ritornano le zanzare. Tutto ciò che devi sapere per una battaglia eco-sostenibile.

La primavera sta tornando, e con lei oltre che a bellissime fioriture e giornate più calde, anche le fastidiose zanzare. Sicuramente sono tra gli animali più odiati al mondo, nonché tra i più pericolosi. Nonostante, infatti, siano piccole e senza denti aguzzi, si stima che siano circa 830 mila i morti all’anno causati dalle zanzare attraverso i loro agenti infettivi che trasmettono (dati ultimo World Mosquito Day).Ciò nonostante è fondamentale per risolvere il problema conoscerlo a fondo, scoprire i punti deboli dell’avversario per poterli usare a nostro vantaggio.

Abbiamo intervistato Gregorio Gentile, che dal 1996 si occupa di entomologia urbana e veterinaria, specializzandosi nella lotta alle zanzare, dopo aver conseguito una laurea in Scienze Agrarie ed aver svolto diversi studi nella lotta biologica agli insetti nocivi.

Per poter parlare di zanzare è necessario fare chiarezza su quali siano le specie che ci ronzano attorno per poterle distinguere e riconoscere. Tra la fauna culicidica da sempre presente sul nostro territorio, Gregorio ci spiega che nella nostra pianura le specie maggiormente rappresentative sono la zanzara comune (Culex pipiens) e la zanzara delle risaie (Aedes caspius), mentre da alcuni anni le nostre afose estati sono accompagnati anche dalla zanzara tigre (Aedes albopictus), una specie alloctona i cui primi rinvenimenti risalgono al 1990.

Zanzara comune (Culex pipiens)

Complice la globalizzazione, che vede ogni giorno il traporto di ogni qualsivoglia merce, tra paesi anche molto distanti tra loro, sono diverse le specie che ad oggi troviamo con popolazioni stabili in luoghi molto lontani rispetto ai paesi di origine. È proprio il caso della zanzara tigre, originaria del sud est asiatico dove trova il suo habitat ideale nelle foreste pluviali, sfruttando le cavità naturali degli alberi per deporvi le uova. Come ci spiega il dottor Gentile, questo animale è approdato in Italia nel porto di Genova, attraverso il commercio di pneumatici usati, provenienti dai luoghi in cui la specie è diffusa.  

Ogni zanzara, per quanto siano tutte accumunate dalla sensazione di fastidio che ci provocano, ha le proprie caratteristiche biologiche e le proprie preferenze. Conoscerle è il miglior modo per imparare a difenderci da questi animali.

Gregorio ci ha spiegato le principali differenze che intercorrono tra la nostra zanzara comune ed invece la lontana cugina di origine asiatica.

ZANZARA COMUNEZANZARA TIGRE
DIFFERENZE
MORFOLOGICHE
Presenta una lunghezza del corpo variabile da 4 a 7 mm, in dipendenza dalle condizioni in cui la zanzara si sviluppa. È di colore marroncino piuttosto uniforme, presenta delle bande più chiare ai lati di ogni segmento dell’addome.Lunghezza da 5 a 8 mm, colore nero con anellature bianche su zampe e addome. Striscia bianca su capo e torace.
DIFFERENZE
BIOLOGICHE
La femmina depone le uova tipicamente nei canali, fossi, scoli domestici e pozze d’acqua stagnante. Con la sua esotica parente condivide solo alcuni focolai esempio i bidoni di raccolta dell’acqua piovana usata dagli agricoltori o i tombini stradali con ristagno d’acqua perenne.
Questa zanzara per deporre deve trovare uno specchio d’acqua, in quanto appoggia sulla superficie deponendo un centinaio di uova che sono tutte attaccate tra di loro a formare una struttura chiamata “barchetta”.

La femmina per deporre le uova sfrutta qualsiasi manufatto capace di raccogliere anche poca acqua. Depone le uova singolarmente sulle pareti del manufatto (anche solo umidi) per poi schiudere quando sono sommerse dall’acqua. Tipici focolai di questa zanzara sono bidoni usati per stoccare l’acqua d’irrigazione degli orti, sottovasi, annaffiatoi, vasi, tombini stradali, scoli di grondaia, ecc. 
DIFFERENZE
COMPORTAMENTALI
È molto attiva specialmente al crepuscolo; in estati molto calde può pungere anche tutta la notte, prediligendo gli spazi chiusi.
È molto probabile, quindi, che il fastidioso ronzio che avvertiamo di notte sia una zanzara comune.
Come a volersi dare il cambio, queste zanzare pungono soprattutto durante il giorno, nelle ore più fresche del mattino e quelle della sera.
Al contrario della comune, preferiscono pungere all’aperto
SVERNAMENTOLe femmine che vengono fecondate nel tardo autunno vanno incontro ad un periodo più o meno lungo di diapausa nascoste in qualche anfratto, artificiale/naturale per poi deporre solo nella primavera successiva, quando le condizioni climatiche sono favorevoli. Questa specie passa invece i mesi più invernali come uovo. L’individuo adulto lo possiamo trovare fino al massimo novembre, poi depone delle uova svernanti, o “durevoli”. Queste uova vengono deposte nei tipici focolai, ma non schiuderanno se non nella primavera successiva, non appena si verificheranno le condizioni ottimali di temperatura e fotoperiodo
RAGGIO DI AZIONEPossono viaggiare anche qualche chilometro.Solitamente non fanno più di 300/350 metri da dove nascono.
Differenze tra zanzara autoctona (Culex pipiens) e zanzara tigre (Aedes albopictus)

Come sottolinea Gregorio, il ciclo vitale delle due specie è molto simile, con la chiusura delle uova larve passeranno i primi giorni di vita sotto forma larvale, filtrando l’acqua e nutrendosi di microorganismi. Segue poi una fase quiescente di pupa, e da questa origina la zanzara adulta. Il ciclo larvale si compie in 7-9 giorni nei mesi meno caldi, 6-7 giorni nei mesi più caldi.  Solo la femmina fa il pasto di sangue, le proteine presenti nel sangue sono fondamentali per la maturazione delle uova. Il maschio si limita invece a svolgere rapidamente il suo compito, nutrendosi del nettare dei fiori.

La zanzara tigre, adattatasi principalmente ai contesti urbani ormai è diventato un vero e proprio flagello, rovinandoci la stagione più calda. Conoscere il ciclo biologico e lo stile di vita di questi animali risulta fondamentale per trovare una soluzione che sia efficace ed allo stesso tempo sostenibile dal punto di vista ambientale.

Abbiamo domandato a Gregorio quale sia il miglior metodo per tenere controllato le popolazioni di zanzara tigre; e la risposta è stata semplicemente la prevenzione. Agire sugli adulti con insetticidi o altri prodotti abbattenti, oltre ad essere poco efficace l’intervento, risulta dannoso per i suoi effetti collaterali. Le molecole insetticide oggi in commercio non sono selettive, quindi vanno a nuocere non solo alle fastidiose zanzare ma anche agli utilissimi insetti come api, farfalle, bombi, coccinelle, libellule, ecc. Inoltre, esiste il rischio che popolazioni di zanzare sviluppino delle resistenze alle molecole insetticide lasciandoci “disarmati” in casi di emergenze sanitarie. 

Mentre agire costantemente sugli adulti risulta quindi una pratica insostenibile e poco efficace, agire sulle larve, che sappiamo trovarsi in luoghi circoscritti è la soluzione migliore.

I suggerimenti di Gregorio:

  • Controllare periodicamente, specialmente in estate, tutti i manufatti che potrebbero contenere anche poca acqua. E provvedere alla rimozione dei contenitori non utilizzati o abbandonati. Chiusura ermetica con teli di plastica o con coperchi, dei recipienti utilizzati per stoccare l’acqua negli orti o giardini. Eliminazione dei sottovasi o riempirlo di sabbia per evitare il ristagno dell’acqua.  
  • Trattare i tombini con le pastiglie di prodotto larvicida che spesso vengono fornite gratuitamente dai comuni stessi, in alternativa comprali nei negozi di giardinaggio o nei superamenti. Il prodotto, anche se non selettivo, va ad agire esclusivamente sulle larve delle zanzare, in quanto all’interno dei tombini non è presente una fauna utile.
  • Il passaparola: molte volte i nostri vicini hanno dei veri e propri focolai di zanzare nel loro giardino, che si espandono di conseguenza nel nostro. Spiegarli quanto imparato in questo articolo, potrebbe risolvere in gran parte il vostro problema.
  • Consultare Ditte o professioni esperti, chiedendo sopralluoghi. Spesso il fai da te non è la soluzione corretta.
  • Se abbiamo laghetti esterni possiamo metterci le gambusie, piccoli pesciolini molto voraci di queste larve, oppure lasciarci crescere piante autoctone. Queste attireranno altri insetti o animali che ci daranno un incredibile aiuto gratuito nel divorare le larve di questi animali. Larve di libellule e di coleotteri, e neonati di testuggini sono tra i più incredibili cacciatori di larve! Inoltre, le libellule adulte e le rane possono predare gli adulti di zanzara.
  • Inoltre mi permetto di consigliare l’utilizzo al posto dei prodotti abbattenti, essenze alla citronella, o aglio o rosmarino può aiutare a tenere lontano questi animali durante le nostre serate estive in giardino.

Sbarazzarci definitivamente delle zanzare tigre, sarà purtroppo impossibile, ma possiamo limitarne i danni senza aggiungerne altri all’ambiente che ci circonda. Come ci capita spesso di dire, a volte la soluzione più efficace è anche la più semplice: lasciare lo spazio alla natura. Sarà questa, laddove le verrà lasciato il modo, a regolare le densità di ogni suo componente evitandoci massicce e scomode presenze.

Eleonora Tomasini

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