World Wildlife Day
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World Wildlife Day

3 Marzo 2021: Giornata Internazionale della Fauna Selvatica

Era il 3 Marzo 1973, e si riunivano Washington DC i rappresentanti di 80 paesi per sottoscrivere il testo della CITES; elegante sigla usata per la convenzione sul commercio internazionale di fauna e flora a rischio di estinzione. Una convenzione che mira a regolare il traffico di piante ed animali, cercando di proteggerne le popolazioni naturali dall’estinzione dal commercio di massa distruttivo.

Per celebrare quella giornata, e l’incredibile presa di posizione da parte degli stati partecipanti nei confronti di una problematica molto seria, con ripercussioni pesanti sull’ecosistema, l’Assembla Generale delle Nazioni Unite (UNGA) 40 anni dopo, ha dichiarato il 3 Marzo come la Giornata Internazionale della Fauna Selvatica (World Wildlife Day).

Cutrettola (Motacilla flava). Photo from Pixabay

Si tratta di un’occasione in più per riflettere sull’importanza di proteggere e conservare la biodiversità del nostro pianeta, apprezzare la complessità degli ecosistemi che stiamo distruggendo con spaventosa facilità e fermarci qualche momento della nostra frenetica vita per osservare tutto ciò che di bello abbiamo intorno.

Non serve andare nelle sconfinate savane africane o nelle immense foreste tropicali, per apprezzare la fauna selvatica. La nostra Italia è difatti, uno scrigno invidiabile di biodiversità, grazie alla sua posizione strategica che la vede incastonata tra le calde acque del Mediterraneo e le alte cime delle Alpi. Una struttura che le permette di avere climi, temperature e condizioni ambientali molto diverse tra loro, con habitat differenti in cui vi trovano spazio tantissime specie vegetali ed animali, alcuni anche endemiche, ovvero che si trovano solo ed esclusivamente in quell’area geografico.

La nostra Pianura Padana ospitava un animato mosaico di zone umide e boschi di querce e carpini, il quale garantiva la sopravvivenza di molte specie di insetti, pesci, rettili, anfibi, uccelli e mammiferi, che vivevano in una perfetta simbiosi con la vegetazione, trovandovi rifugio e nutrimento di ogni genere. Allo stesso tempo le piante hanno imparato ad utilizzare metodi alternativi per ovviare alla loro mancanza di mobilità, sfruttando quella di uccelli, insetti e mammiferi.

Questa immagine di perfetta armonia tra i diversi elementi naturali della pianura padana, quasi come fosse una macchina progettata senza architetti o computer, è stata purtroppo distrutta, depauperata, e ridotta sempre più al limite dalle attività intensive umane e si sta assistendo di conseguenza ad un distacco mentale e fisico dei suoi abitanti, che si trovano ora a doverla riscoprire da capo.

Pianura Padana, cardo. Ph: Ivan Gallini

Questa giornata vuole essere l’occasione per soffermarci a pensare all’importanza della fauna selvatica che ci circonda, anche se molto spesso non ce ne accorgiamo. Oltre alla mera bellezza estetica di una volpe, l’eleganza innata del macaone o lo stupore di fronte alle dimensioni di un cervo, la fauna selvatica, così come la flora, ci offrono una serie di servizi ecosistemici; servizi gratuiti da cui noi traiamo beneficio, semplicemente lasciandole il suo spazio.

I diversi insetti impollinatori, anche quelli che ci piacciono meno come coleotteri e vespe, con il loro spostarsi di fiore in fiore, garantiscono la sopravvivenza sia di piante spontanee, ma anche di piante che ci forniscono alimenti, come frutta, verdura e cereali.Così come la dispersione di semi ad opera di uccelli, come la ghiandaia che facendo scorte di ghiande permette la nascita di querce anche in luoghi molto lontani rispetto alla pianta madre.

Il lavoro che questi animali hanno imparato nel corso della loro lunga storia evolutiva, non può essere sostituito da nessun uomo o da nessuna macchina. Ma stiamo sfruttando i servizi ecosistemici anche quando diamo spazio alla vegetazione fluviale o decidiamo di stabilire delle aree di fitodepurazione all’interno di zone paludose, facendoci aiutare a sottrarre sostanze inquinanti dalle nostre acque, che noi stessi sporchiamo, a costo 0, da organismo che lo fanno da anni. Le piante ci aiutano inoltre a produrre ossigeno, a proteggerci durante le sempre più afose giornate estive, riducendo anche gli inquinanti in atmosfera, che, sempre noi, stiamo continuando a buttare in atmosfera, e donano allo stesso tempo cibo e riparo ad una moltitudine di altri animali più piccoli.

Come ha dichiarato anche l’ONU, continuare a danneggiare la biodiversità, distruggendo ecosistemi e facendo scomparire intere specie di piante e di animali, sta ledendo solo a noi, come ci sta dimostrando la pandemia ancora in corso. I servizi che ecosistemi come foreste, zone umide e prati ci forniscono sono anche essenziali per la mitigazione del cambiamento climatico. Sono sempre maggiori le ricerche che individuano dei modelli predittivi in cui si evince che il semplice lasciare spazio alla natura di rigenerarsi da sola, ricreando quella complessità di interazioni tra specie diverse, contribuirebbero significativamente a ridurre e mitigare l’impatto del cambiamento climatico, abbattendo le immissioni di CO2 e restituendoci gratuitamente acqua ed aria pulita.

La Natura è resiliente e testarda; si adatta perfettamente ai cambiamenti, modificandosi ed evolvendosi, così come ha sempre fatto. Non segue le nostre regole, né i nostri schemi che le imponiamo costantemente, segue la strada della sopravvivenza. Come sta dimostrando l’espansione ed il ritorno di lupi e sciacalli dorati nella nostra pianura, se tutelata ed apprezzata, la natura ritorna, dandoci una seconda possibilità.

Ed è proprio in questa giornata che io la voglio ringraziare, per non essersi mai arresa, per esserci ancora, e regalarci ancora ogni giorno qualche spettacolo nuovo, se riusciamo a coglierlo.

Quest’anno il World Wildlife Day vuole porre l’attenzione sulle foreste, come spiega il titolo: Forests and Livelihoods: Sustaining People and Planet, portando al centro del dibattito le foreste, i nostri polmoni verdi, fonti di risorse per l’uomo e scrigni di biodiversità. Si vuole quindi dare visibilità alle popolazioni indigene, che da anni hanno instaurato e continuano a coltivare un rapporto sano con le foreste in cui vivono, senza distruggerle, ma usandone le risorse in modo rispettoso. E noi ci uniamo al grande ringraziamento a queste popolazioni, che da sempre si battono per la conservazione di questi incredibili ecosistemi, insegnandoci che vivere rispettando l’ambiente non solo è possibile ma è d’obbligo!

Italia, Ph: Ivan Gallini

Sito web ufficiale del World Wildlife Day:

Video ufficiale del World Wildlife Day 2021: Forests and Livelihoods: Sustaining People and Planet

Eleonora Tomasini

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