“Se uccidi uno scarafaggio sei un eroe. Se uccidi una farfalla sei cattivo.”
“Se uccidi uno scarafaggio sei un eroe. Se uccidi una farfalla sei cattivo.”

“Se uccidi uno scarafaggio sei un eroe. Se uccidi una farfalla sei cattivo.”

La morale ha standard estetici. Friederich Nietzsche

Come poter obiettare su un tale accanimento contro le mode? Ciò che sosteneva il filosofo è tutt’oggi, e forse soprattutto oggi, una inequivocabile verità. Non solo dal punto di vista prettamente fisico, ma anche da altrettanti punti di vista. Pedagogicamente, la farfalla è sempre virtù della trasformazione, della metamorfosi, così come anche gli anfibi anuri… tuttavia, se le maestre dovessero parlare di coccinelle, per esempio, sono portate spensieratamente a pensare che le coccinelle più piccole sono le figlie di quelle più grandi (tanto per fare un esempio, ricordo ancora perfettamente che mi si cercava di introiettare verso una visione in cui Harmonia axyridis, specie molto piccola presente in Italia di coccinella, fosse semplicemente un esemplare giovane di Coccinella septempunctata, la coccinella a 7 punti che tutti noi conosciamo).

Errore più grande non si può compiere, nello spiegar le meraviglie degli insetti. Gli insetti si possono dividere in due grandi gruppi: olometaboli (ovvero a metamorfosi completa, in gruppi quindi nei quali possiamo apprezzare la trasformazione radicale dell’individuo) ed eterometaboli (ovvero a metamorfosi incompleta, dove gli esemplari giovani sono molto simili a quelli adulti e si differiscono da questi solo per l’assenza di ali).

Culturalmente, quindi, una farfalla è il simbolo della trasformazione… e perché una zanzara no? Anche lei si trasforma, prima una larva, poi una pupa e infine un adulto, tra l’altro a vita anfibia! Solo per il gesto che è destinata compiere mamma zanzara per sviluppare gli embrioni, porta inesorabilmente a pensare a quanto siano “inutili”. Altro esempio altrettanto bello… le lucciole!

Tutta la sottofamiglia delle lucciole possiede sempre un ciclo vitale a metamorfosi completa: uovo, larva, pupa e infine adulto, nelle quali fasi, tra l’altro, l’insetto è sempre bioluminescente. Questo discorso si può estendere anche a mosche, pulci, coccinelle e formiche. Bisogna fare un po’ di chiarezza: sono tantissimi gli ordini di insetti in cui la trasformazione è una costante. La classe Insecta al giorno d’oggi comprende 27 ordini, estremamente variegati e decorati delle più inimmaginabili caratteristiche. Giusto per citarne qualcuno, sono olometaboli: i coleotteri (coccinelle, lucciole, carabi, etc…), i ditteri (mosche, zanzare, pappataci, chironomi, etc…), i tricotteri (insetti lontanamente simili alle farfalle, che presentano vita anfibia, ovvero le cui larve si sviluppano in acqua mentre gli adulti emergono in superficie), ovviamente i lepidotteri (falene e farfalle) e tanti altri.

Ciò che intendo far comprendere è quindi un’intenzione quanto più insufficiente nel far comprendere tali meraviglie da parte di varie lance, pedagogica o antropologica che si voglia. Ovviamente non bisogna ricadere neanche in una percezione differente da insetti olometaboli a insetti eterometaboli. Di insetti eterometaboli pullulano specie veramente incredibili: dalle cicale ai grilli, dai grilli alle libellule, e così via. Ogni specie appartenente alla classe ha sempre una peculiarità, che la rende unica e ricca di punti di vista ed intreccio.  

Un Geotrupidae, probabilmente Trypocopris sp., uno Scarabaeoidea, come lo scarabeo sacro

Bisognerebbe quindi cercare di raccontare le storie di molti più gruppi, partendo magari proprio dai gruppi più intriganti per le persone anche biologicamente, come gli scarabei sacri, per esempio. Una visione differente di un insieme porterà anche a una diversa percezione dello stesso negli anni dell’avvenire, e magari, invece che far sentire al povero entomologo una lunga serie di “ma che schifo” abbastanza insensati, si vedrà anche un tutto della natura molto più profondo e articolato, e quindi bello esteticamente, e quindi si è più invogliati a proteggerlo. Dobbiamo smetterla di vivere nel mondo dei sogni e delle apparenze; ogni cosa che noi sogniamo, in un modo o nell’altro, è sempre palesata dalla natura.

Dario Cioppa

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