La lepre nell’immaginario.
La lepre nell’immaginario.

La lepre nell’immaginario.

Cosa si potrebbe raccontare della lepre, sul piano zoo-biologico, che non sia già stato affrontato molte volte in passato?

Penso molto poco.

Ma facciamo un breve excursus prima di passare a un aspetto che tendenzialmente viene ignorato.

La lepre (Lepus europaeus) è un mammifero appartenente alla famiglia dei leporidi, ordine dei lagomorfi. Questo termine deirva da due paroline greche unite assieme: lagos (lepre) e morphē (forma). E la lepre, guarda un pò, ha proprio la forma di una…lepre!

Lepre comune (Immagine: Free-Photos)

Non è quindi da confondere con i conigli che siamo da sempre abituati a vedere nei casolari dei contadini. Sono due specie differenti a livello morfologico ed etologico.

Gregario il coniglio, solitaria la lepre. Scavatore di tane il primo, mentre la seconda, per difendersi e difendere la prole, usa avvallamenti nel terreno, zone con l’erba alta e la fuga fulminea (gli adulti) o l’estremo immobilismo (i piccoli). I cuccioli, già dai primi giorni di vita, sono rivestiti di pelliccia, con gli occhi aperti e parzilamente autosufficienti.

Per chi è più curioso ed ha voglia di approfondire, lascio questo link ( https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/caccia/temi/documenti/materiali-corsi-di-formazione/materiali-corso-danni-2008/trocchi_biologia-della-lepre-europea ) molto ben fatto che prende in esame la biologia e l’etologia dell’animale.

Una particolarità, forse poco nota, è che la femmina della lepre può concepire durante una gravidanza già iniziata o quasi terminata. Oltre ad avere un doppio utero. Forse è grazie a ciò che, nell’antichità, veniva considerata come simbolo di fecondità e natura femminina selvaggia.

Lepre sull’attenti (Immagine: TheOtherKev)

Considerato il periodo in cui il rito dell’accoppiamento inizia, e la velocità nella riproduzione, la lepre viene ancor oggi raffigurata come annunciatrice di rinascita e nuovo avvento. Non per nulla, anche se in genere è il coniglio l’animale che viene preso a modello, viene associata alla Pasqua cattolica che, in tempi ancora più antichi e…pagani, aveva le sembianze della dea germanica Eostre. Dea, appunto, annunciante la ripresa vegetativa, la rinnovata carica riproduttiva e la fine del letargo invernale degli animali e dei campi. C’è una certa assonanza tra la parola inglese Easter (Pasqua in inglese) e il nome Eostre no?! Nelle moderne religioni neopagane (Wicca per esempio) la dea Eostre ha assunto il nome di uno degli otto sabbat. la festa di Ostara viene celebrata nel giorno dell’equinozio di primavera tra il 19 e il 22 di marzo.

Raffigurazione artistica della dea Eostre (Immagine: CuriousRambler.com)

I miti riguardanti questo animale vengono da lontano. Si presume che siano partiti dall’estremo oriente arrivando in Europa, sopratutto tra le genti sassoni e poi angle, seguendo le antiche vie commerciali tra est ed ovest. In Cina e Giappone i miti legati alla lepre sono numerosi, tutti comunque legati alla fertilità, all’abbondanza ma, anche, all’ambiguità sessuale, alla saggezza ma anche alla follia…

L’archetipo che nel mondo occidentale sembra andare per la maggiore è sicuramente quello della lepre legata a doppio nodo alla luna. Animale associato alla femminilità in questo caso, in quanto suscettibile alle fasi della dea Luna e in grado di rimanere fecondata semplicemente esponendosi ai raggi del plenilunio o leccando il vello di un’altra lepre esposta al chiarore. Pare piuttosto conosciuto, anche in occidente, il mito della “lepre sulla luna” di derivazione asiatica. In effetti se si osserva la superficie della luna durante il plenilunio, si potrà scorgere una lepre- per alcune culture è un coniglio- che pare pestare qualcosa dentro un mortaio. Per i cinesi l’animale sta preparando l’elisir dell’immortalità. Per i giapponesi, più prosaicamente, l’animale sta preparando la base per il mochi. Riso cotto, glutinoso, reso come pasta tramite appunto l’utilizzo di un mortaio. Secondo un’altro mito asiatico, l’immagine della lepre sulla luna pare sia stata posta da un dio (Buddha?) che, avendo assunto l’aspetto di un viandante anziano e affamato, chiese l’aiuto di tre animali (lepre, volpe e scimmia) affinché lo aiutassero a sfamarsi. Diverse sono le varianti legate a questo mito. Certe versioni raccontano che la volpe e la scimmia, dandosi da fare nel cercare qualcosa da mangiare per l’uomo allettate dalla promessa di una ricompensa, tradirono la lepre e la portarono al vecchio sotto forma di manicaretto. Altre versioni, invece, raccontano che fu proprio la lepre, non avendo trovato nulla per l’uomo, ad immolarsi gettandosi sul fuoco e donando così la propria carne. Il dio camuffato quindi, in un caso o nell’altro, per rendere giustizia alla povera lepre e perché l’umanità ricordasse il valore del sacrificio, immortalò la di lei immagine sulla superficie lunare.

Raffigurazione artistica del mito asiatico. Durante il plenilunio vi invito ad osservare la luna e ad assistere alla magia…Guardate attentamente! (Immagine: foxyandpaper.com)

In Europa, e precisamente nell’antica Roma, la lepre era associata alla dea Artemide la dea della caccia, dei luoghi e degli animali selvatici, della luna e dell’iniziazione femminile. La carne di lepre era considerata afrodisiaca, mentre i leprotti non potevano essere assolutamente cacciati. Durante lo stesso periodo storico, per i celti, la carne della lepre era tabù. animale intoccabile quindi. Si presume che la connesione che i celti vedevano tra questi animali e le tante dee del loro pantheon fosse indissolubile, tanto da impedir loro di cacciarla. Per non tacere, poi, della credenza che attribuiva alle vecchie donne sagge la capacità di trasformarsi in lepri se toccate dal chiaro di luna.

Con l’avvento del cristianesimo tutti questi simboli, miti e leggende legate a questo animale, acquistarono una valenza negativa. In particolare si credeva che la lepre, ma anche altri animali, fossero i famigli delle streghe. Probabilmente le antiche superstizioni celtiche vennero reinterpretate in chiave negativa e così le “vecchie donne sagge” divennero vecchie megere capaci di trasmutarsi in “animali del demonio”. Ovviamente al chiaro di luna perchè, si sà, la notte è il periodo migliore per i demoni e gli spiriti maligni per palesarsi.

Semplici lepri, donne sagge o forse streghe? (Immagine: ravenoakstudio.com)

Questo argomento, così affascinante ma nebuloso e corroso dal passare del tempo, è stato affrontato da molti autori molto più titolati di me nel descrivere cosa lega/legava la lepre all’immaginario umano. Personalmente ho avuto modo di interessarmi al lato mistico di un animale così comune nelle nostre zone planiziali, grazie alla canzone “The fabled hare” di Maddy Prior. Lascio il link per chi ha voglia di ascoltare con orecchie e mente aperti https://www.youtube.com/watch?v=vxb1u2rKpvc

Scopriamo così che vicende di vita quotidiana legate a una specie animale, possono essere più di ciò che si vede. Andando al di là “dell’ordinario” la Natura è capace di sorprenderci con lo straordinario.

Noi uomini del ventunesimo secolo siamo ancora capaci di rompere quel velo che ci appanna la vista e ci lascia vedere solo ciò che vogliamo vedere?

Simone Balboni

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *