Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori
Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori

Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori

L’importanza della tutela ambientale a beneficio di questi animali

Chissà quante volte i primi ominidi delle caverne hanno alzato lo sguardo al cielo interrogandosi sul perché gli uccelli migrassero e soprattutto come facessero a raggiungere sempre gli stessi luoghi negli stessi giorni. Le migrazioni animali hanno da sempre affascinato l’uomo, guidandolo allo stesso tempo a spostarsi verso territori più ospitali. I nostri lontani antenati selvatici seguivano le mandrie di mammiferi durante i loro spostamenti, sfruttando il loro innato sapere nello scegliere i luoghi più adatti dove vivere, mentre i nostri parenti più vicini utilizzavano l’arrivo o la partenza degli animali, soprattutto uccelli, per scandire il ritmo delle stagioni contadine.

La migrazione è un fenomeno che ha sempre suscitato grande stupore, ricamando su di sé leggende e tradizioni di tutte le diverse culture. Anche se ad oggi sappiamo molto di più sul fenomeno della migrazione, ancora molto c’è da fare per tutelare questo splendido, ed allo stesso tempo cruciale, spettacolo naturale. Ecco perché il l’8 maggio è stata istituito la giornata mondiale degli uccelli migratori, volendo dedicare spazio a questi straordinari animali, a cui subito tutti noi pensiamo quando parliamo di migrazione.

Momento cruciale della vita di molti uccelli, la migrazione è un fenomeno guidato sostanzialmente dalla disponibilità di cibo. Durante la stagione primaverile moltissime specie di uccelli, abbandonano i cosiddetti “territori di svernamento” per raggiungere i “territori di riproduzione”, dove trovano la giusta quantità e qualità di cibo per allevare i piccoli. A fine estate, quando i piccoli hanno appreso dai genitori tutti gli incredibili segreti del volo, gli storni fanno ritorno ai territori invernali, dove troveranno cibo e riparo.

Rondine (Hirundo rustica)

La primavera è un periodo di grandi emozioni per i più appassionati; il cielo diventa un susseguirsi di voli con ritmi diversi, gli alberi e gli stagni si dipingono di mille colori diversi dovuti ai piumaggi nuziali che ogni uccello maschio sfoggia per conquistare le più timide femmine, mentre lo sfondo sonoro che accompagna le nostre giornate estive si arricchisce di cinguettii e suoni diversi tra loro.

Il nostro territorio, con le sue zone paludose, ha da sempre offerto zona di sosta nel mezzo delle rotte migratorie, se non vera e propria zona di riproduzione per molti uccelli. Le zone umide, come spiegato e tutelato dalla Convenzione di Ramsar, sono aree fondamentali per la tutela della biodiversità, luoghi chiave per la riproduzione e la sopravvivenza di moltissime specie di uccelli. Con la loro ampia disponibilità di cibo e di ripari, si prestano efficacemente come scrigni di protezione per tantissime specie di uccelli.

Le Meleghine, ph: Ivan Gallini

In Emilia Romagna diversi sono i siti che sono stati riqualificate e protetti grazie alla rete Natura 2000, che è lo strumento principale con cui l’Europa mira a conservare la natura e tutti i suoi ecosistemi, e dalla legge regionale 06/2005 che vede l’istituzione di aree di riequilibrio ecologiche, molte volte coincidenti. Questi siti sono a tutti gli effetti aree naturali protette, dove la natura deve essere libera di esprimersi e l’uomo può fungere solo da silenzioso visitatore esterno. Spesso in queste aree vi si trovano punti di osservazione formati da capacci ed altane, dove poter ammirare con assoluto rispetto ed indisturbatamente, gli uccelli impegnati nel seguire le proprie leggi naturali. Poterli apprezzare è un regalo che non possiamo e non dobbiamo perdere, specialmente per il benessere dei nostri fragili ecosistemi.

Tra i tanti uccelli migratori che arrivano in questo periodo ravvivando i nostri cieli, abbiamo sicuramente il rondone (Apus apus) che nonostante il nome, non appartiene alla famiglia delle rondini ma la simile forma dovuta alla convergenza evolutiva gli ha attribuito erroneamente questo nome molto simile. Il nome significa letteralmente “senza zampe”, perché questo uccello ha delle zampe molto corte che non gli permettono di sorreggere il peso. Questa strana conformazione è dovuta alla sua particolarissima vita, che trascorre interamente in volo, spiccando ed atterrando solamente dai nidi sopraelevati. È lui il dominatore dei cieli primaverili, partendo dall’Africa subsahariana fino ad arrivare all’Europa.  

Sempre grande fermento suscita anche l’arrivo dei cavalieri d’Italia (Himantopus himantopus), un uccello limicolo e trampoliere che con le sue lunghe zampe rosse affascina da sempre molti birdwatcher.

Tra i migratori più colori si annoverano il gruccione (Merops apiaster), la ghiandaia marina (Coracias garrulus) e l’upupa (Upupa epops), ma anche molti silenziosi rapaci come l’assiolo (Otus scops) o il falco grillaio (Falco naumanni) con il loro arrivo segnano inesorabilmente l’arrivo della stagione calda.

Vi invito a consultare questo link per conoscere tutte le specie migratrici in Italia.

Gli uccelli migratori – Gli uccelli presenti in Italia (98 schede illustrate) (migratoria.it)

La giornata mondiale degli uccelli migratori, oltre che una occasione per parlare di coloratissimi uccelli ed incredibili viaggi, vuole essere una occasione per ricordarci quanto siano ancora tristemente fragili i nostri ecosistemi, che vedono la perdita e distruzione di habitat a perdita d’occhio, con conseguente perdita di specie. Ogni specie che perdiamo, seppure la più piccola o quella che crediamo più insignificante, ha un suo ruolo nell’ecosistema; e la sua scomparsa determinata la perdita di un tassello, il quale impoverisce sempre di più questo mondo, già vulnerabile.

Come al solito la natura, se saputa osservare ed ascoltare, offre infiniti spettacoli, in grado di stupire, affascinare ed emozionare. Il grande libro di Madre Natura è sicuramente scritto in un linguaggio diverso dal nostro; non usa emoticon, né tanto meno una tastiera di computer, ma non ci è incomprensibile. Basta saperlo guardare con lo stesso stupore che si ha da bambini, quando il nostro libro è bianco, in attesa di colori.

Buona giornata degli uccelli migratori, ed occhi aperti!

Eleonora Tomasini

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